Voltaire

Parigi, 1694


Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi, 1694-1778), è stato un pensatore e scrittore francese, elemento fondamentale del XVIII secolo e uno dei maggiori esponenti dell’Illuminismo. Scrisse di tutto: opere teatrali, poesie, romanzi, saggi, pamphlet, indagini storiche e scientifiche, nonché migliaia e migliaia di lettere. Polemista, caratterizzato da un certo snobismo sociale, famoso per il suo ingegno, amante della buona tavola e dei piaceri della conversazione – che considerava, insieme al teatro, una delle forme più complete della vita in società –, fu perseguito dalla censura dell’epoca a causa delle dure critiche che muoveva all’intolleranza religiosa e per la sua strenua difesa della libertà di espressione e della separazione tra Chiesa e Stato. Nonostante giudicasse di minor valore la forma narrativa, oggigiorno viene ricordato soprattutto per i suoi romanzi e racconti. Candido, che Voltaire scrisse dopo aver passato la sessantina, è probabilmente la sua opera più personale, in cui riversa l’inquietudine di coniugare la realtà di un mondo imprevedibile e crudele con una visione ottimistica dell’esistenza. Lo fa con umorismo, questo sì. Umorismo che, insieme alla chiarezza espositiva, è uno dei lasciti di questo filosofo immortale.